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aqab
abusi verbali


Diario


23 giugno 2004

Come sono andate queste elezioni?

E' un po' presto per dirlo. Quel bellissimo 31 e tanti per cento che luccica sui tabelloni elettorali, distanziando tutti di almeno 10 punti, non è definitivo.


Li 23 di giugno dell'anno 2004




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25 maggio 2004


Odore di terra, fango, erba pesta. Un odore intenso, predominato dalla nota umida della terra limacciosa di campi troppo calpestati e poco seminati. Il fango che si impasta con le maglie le scarpe i guanti; tanto si unisce agli indumenti che se provi a metterli in lavatrice, la macchina non risponde, si intasa poi si guasta. Le divise mai asciutte in tempo, le scarpe ancora un po’ umide, magari da passare con il phon, le borse sempre miracolosamente pronte entro l’ultimo millesimo di secondo utile.

 

Un urlo lungo e spaventato, ma imperioso e definitivo: “miaaaaaaa!”  Un lampo giallo che squarcia la selva di gambe sbocciata in area di rigore rapida e intricata come una vegetazione tropicale e cattura la palla un attimo prima che un piede avversario la colpisca. La porta è salva, il morale della squadra pure.

 

Il calcio di un ragazzo che corona il sogno dei suoi tredici anni: giocare con la squadra del cuore.

 




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27 aprile 2004

VIGATA: Riunione del coordinamento della lista unitaria alle europee.

Al termine della riunione, escono Salvo Montalbano e il suo vice Mimì Augello, i quali sono stati cooptati nel locale coordinamento della lista unitaria (triciclo).



MONTALBANO: - Mimì, ma noi, di preciso, che cosa stiamo coordinando?-



AUGELLO: - La minchia, commissario.-



 




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27 aprile 2004

RED, BLUE, LIBERAL

http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/articles/A44724-2004Apr26_2.html




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26 aprile 2004

SESSO, RIFORMISMO E RICATTI

il riformismo è come il sesso, è meglio farlo che parlarne.


il riformismo è come il sesso, se ne parla tanto quando se ne fa poco.


 


caro liberal, io invece ho un filo di depressione politica. ho parlato a ruota libera e in tutta sincerità, ma mi sono sentito sentire a)uno che vola troppo alto o b)uno che nemmeno Ferrara inteso come Giuliano. Quanto ad a) mi domando se sia possibile parlare di riformismo senza analisi, studio, teoria. Quanto a b) pare che c’è gente e io sono (orgogliosamente) tra quelli che come dice,  dice di destra. Romano Prodi – si parva licet – non dice cose tanto più di sinistra, ma come dice pé, tutti lì a dire osanna. bisogna essere ex democristiani per essere credibili? non si può dire come Polito dice, in maniera cruda (molto alla Marx – si parva arilicet), la sinistra deve imparare ad amare il capitalismo. ci vuole una bella frase curiale che chiama le cose con un altro nome. tu hai ragione sulla “gestione stralcio”, ma non sarà questa la bandiera che ci farà costruire un po’ di bella politica, sarà, al contrario, la bella politica che darà un po’ di spazio anche a chi non rientra nello stralcio. quanto a me, ho un bel dire non facciamo gli elitari né i minoritari…. ma dove sono la parole per dire una bella politica che sia sincera ma non piccola, grande ma non untuosa?


 


PS: ho appena visto il video dei tre italiani ostaggi, accompagnata dalla richiesta di manifestazioni di piazza (nostre) contro il governo (nostro) altrimenti li fanno fuori. gran bel colpo.




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25 aprile 2004

25 aprile

da anni non vado alle manifestazioni del 25 aprile o del 1 maggio. ma il 25 aprile è sempre un giorno un po' più importante degli altri.


stamattina, per un personale esercizio di memoria, ho riletto le lettere dello zio Riccardo (che non ho conosciuto di persona, ovviamente, ma solo nel gigantesco ricordo che ha lsciato alla nostra famiglia), scritte dal carcere di La Spezia, poi da Milano, poi da un campo di concentramento tedesco a Bolzano.


arrestato dai repubblichini nell'estate del 44, le sue tracce scritte si fermano al campo di Bolzano. abbiamo saputo molto dopo la fine della guerra che era morto nel campo tedesco di Flossemburg nel dicembre del 44.


nelle sue lettere nessuna frase altisonante, nessun riferimento al destino della patria, ma la preoccupazione per la salute dei suoi cari, il rammarico per il destino della sua azienda rimasta senza guida, i crediti da riscuotere i debiti da onorare, pensieri di gratitudine per le persone che sono state vicine a lui e alla famiglia.


In una lettera indirizzata dal carcere di La Spezia al "caro fratello" (mio padre), c'è un chiosa a margine: "parto in questo momento. fatevi coraggio. baci alla mamma  e tutta famiglia. riccardo."


dalla stanza accanto sento mio figlio tredicenne che manda, al telefono, un bacio alla ragazzina 




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22 aprile 2004

FACCIAMO IL 4 LUGLIO....

Corriere della Sera, 22 aprile 2004: Massimo Diciamocosì D’Alema, rialza la posta: la data ultima (per il ritiro dall’Iraq) non è più il 30 giugno ma il 12 dello stesso mese (il ferrante c’era andato vicino).


Per fortuna  - stesso luogo, stessa data, stessa pagina, stesso partito – Umberto Unposionistanchelui Ranieri argomenta: “Io penso che dichiarare oggi che tutto è perduto, che la partita è già chiusa sia un errore. La lista dovrebbe… battersi perché l’Italia… sostenga il lavoro di Brahimi.”


 


Bibliografia:  – D’Alema dì qualcosa di sinistra! – (Nanni Moretti); - D’Alema, per amor del cielo, taci – Sottotitolo: -Una volta su tre sarebbe già buono – (Aqab).




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22 aprile 2004

IL QUARTO GRADO

Ukase si interroga sulla grazia a Sofri e teme che sia il quarto grado di giudizio. Credo che tutti abbiamo avuto questo timore. Segnalo perciò la bella lettera di Davide Guadagni pubblicata dal Foglio qualche settimana fa, nella quale, riprendendo le parole degli stessi giudici estensori della sentenza di condanna a Sofri, si mette in evidenza che la pena, a questo punto avrebbe (ha) solo carattere meramente risarcitorio, posto che la cifra umana, morale e civile di Adriano Sofri è nei fatti, non bisognevole perciò di nessun tipo di recupero. Per questo principio di civiltà giuridica sono favorevole alla grazia a Sofri (e a quanti si trovassero nelle stesse condizioni).




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20 aprile 2004

LIBERAL

In Italia dici liberal e quelli che sanno sempre come stanno le cose, con la verità in tasca, quattro paia di mutande sempre pronte per metter le brache alla storia, traducono immediatamente traditore del popolo, subalterno, destro fottuto.


Negli USA quando i repubblicani vogliono screditare John F. Kerry dicono di lui : “damn’d tax – raising liberal”, un fottuto liberal rastrellatore di tasse. Come dire? Un pericoloso riformista che vuol redistribuire la ricchezza.


Che i repubblicani americani abbiano capito meglio dei rivoluzionari italiani come stanno davvero le cose?




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19 aprile 2004

Scusi se domando una domanda

Scusi se domando una domanda, diceva anni fa un’indimenticabile usciera del mio ufficio. In effetti ho molte domande da domandare, spero che in molti abbiano risposte per rispondere.

L’antefatto è la notizia che il Sindaco DS di Peccioli presenta una propria lista civica alla provincia (quella di Pisa, sia detto per i periferici) intendendo rivolgersi ai delusi di centrodestra e di centrosinistra (o viceversa, non so se faccia qualche differenza). Detto così non fa un grande effetto: se bastasse nominarli i delusi, per rimetterli in circolo, sarebbe tutto molto semplice per tutti. Fa effetto (in primis agli uomini del centro destra che, privi di leaders e di idee anche alla provincia come già al comune, si leccano i baffi al pensiero di andare, per questa via, al ballottaggio) fa effetto – dicevasi - una lista guidata da un diessino in contrapposizione all’Ulivo. Immagino tutti i risvolti personalistici che possono celarsi dietro questa vicenda, ma non è di questo che mi interessa parlare, né desidero partecipare all’inevitabile prevedibilissima criminalizzazione del transfuga. Desidero invece – per l’appunto – domandarmi delle domande.

1 – come mai i DS e la coalizione non sono riusciti a fare di Macelloni una risorsa? Dicono sia  un uomo capace, lucido, operativo. Piace perciò a un ceto medio che lavora e che fluttua, polticamente, dalle parti del centro (da queste parti ho sentito dire che che è capace, ecc.). Colpa di Macelloni, dei DS, di entrambi?

2 – Come spieghiamo agli elettori che alle europee ci presentiamo – i triciclisti – in un’unica lista, ma alle provinciali ciascuno per conto proprio(stesso giorno, stessa cabina)? Tra l’altro, in presenza di una lista unitaria anche alla Provincia, iniziative extravaganti forse non avrebbero avuto la forza di nascere.

3 – Non è sempre più urgente costruire il partito democratico, sparigliare componenti, atteggiamenti e culture politiche e creare le difese immunitarie che non ci facciano venire la febbre di fronte a realtà politiche che sono sempre più complesse e articolate e difficili da gestire con strumenti e categorie fiacche?

4 – Non esiste, per caso, un problema di qualità della classe politica, compresa quella di centrosinistra, dei percorsi e delle battaglie attraverso cui essa si forma? Di quali opportunità si danno di emergere in politica a giovani valorosi che altrimenti le colgono, forse con minori difficoltà, altrove?

Sono domande retoricamente domandate e al tempo stesso bisognose di risposte. La mia,  parzialissima,  è che occorrerebbe, finalmente, stabilire del tutto un sistema politico - attraverso regole poste dalle isituzioni e attraverso percorsi liberamente condivisi da forze politiche, associazioni, elettori - che sia capace di dare espressione in maniera sana alle tensioni che si esprimono all’interno degli schieramenti, che faccia emergere in maniera trasparente gli imprenditori politici, che dia vero potere agli elettori (non solo ai gruppi dirigenti dei partiti) e che indirizzi  le forze politiche a produrre più dibattito. Per esempio un sistema delle primarie dato una volta per tutte, con regole certe, albo degli elettori e tutto quanto. E il problema del candidato pallido o di quello scalpitante si metabolizzano per tempo.




 




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19 aprile 2004

Aqab - Achab

Non ho aggiornato il blog dall'agosto dello scorso anno, poi.... poi è comparso un Achab (linkato nientemeno che da Rocca sul Foglio), mi è sembrato un segno. Scrivo Aqab con la q invece che con ch, perché ho letto Moby Dick in versione a fumetti e il Capitano - che somigliava vagamente a G. Peck - era scritto così. con la q, appunto.

Proseguo con differenze che fanno la differenza. Segnalo incredibili affermazioni di Bobo Craxi, riportate dal Foglio di qualche settimana fa, a proposito delle cravatte Blues Brothers. Poiché non ricordo una linea di cravatte alla Belushi, devo ritenere che BC stia alludendo invece ai Brooks Brothers che le cravatte le fanno (o le fanno fare) e le vendono. D'altra parte BC se ne esce pure dicendo che sarebbero out anche le cravatte di Marinella. Capisco che possa dare fastidio la commercializzazione eccessiva del negozio cult operata dagli eredi, ma l'unico modo per riconoscere una cravatta Marinella come tale, resta quello di di capovolgerla e leggerne la marca.

Leggo con piacere sul Riformista del 17 aprile suspense scritto con la s non con la c (suspence) come ormai è comune; così, tra me e me, l'ho pronunciato saspèns, con l'accento sull'ultima come si deve. Ciò mi ha ricompensato d'aver visto, sempre sul Riformista, un doloroso roboante invece di reboante.

Per un bon ton neo (neo cons e neo prog).




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9 agosto 2003

Kluic ,Sarajevo, Belgrado, Porte di Ferro, Pitesti

Da Kluic a Belgrado diminuiscono i balconi fioriti, si contano un numero impressionante di camposanti. Una grande cicatrice. Il Danubio invece un grande spettacolo visto da una strada secondaria e poco frequentata che lo costeggia sino al confine con la Romania. Il giorno 8 prima del confine la tiriamo per le lunghe, voglia di varcare il confine fatidico, ma anche di tornarsene a casa. Poi 4 ore di coda alla frontiera delle porte di Ferro. Oggi a Pitesti, dove e' nato Robert (mio figlio). Nota di colore: all'ingresso in Romania il camper viene fatto passare da una pozzanghera di acqua vagamente saponata  e questo ci costa 4 euro di tassa ecologica...




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4 agosto 2003

Kljuce

Siamo a Kljuce, all'interno della Bosnia. Tanti villaggi distrutti, crateri di bombe e carcasse di auto ai bordi della strada, cimiteri di guerra; ma piu' di tutto rimangono negli occhi i tanti muri di mattoni rossi delle case ricostruite e i balconi di gerani e primule.




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30 luglio 2003

blog resuscitato

I preparativi di questo viaggio. le pre-vacanze dei ragazzi, il lavoro (tra malati e ferie sono rimasto solo), il caldo terrrificante mi hanno prosciugato le cervella. Mi devo scusare con Leila, per i toni usati (anche se il punto maggiore di dissenso è proprio nel contenuto, non nel metodo) e annuncio la partenza per venerdì 1 agosto. Il camper, fermo da tre anni, è stato rigenerato. Ho parlato con l'ambasciata italiana a Sarajevo per chiedere notizie sulla situazione e dove si potesse pernottare con un camper. Il console è rimasto piuttosto sbalordito della richiesta, ma è stato gentilissimo. Mi ha richiamato per confermarmi che non si sono mai visti turisti in camper a Sarajevo. Saremo i primi?

Il percorso previsto è: Trieste, Lubiana, Zagabria, Karlovac, Sarajevo, Mostar, Sarajevo, Belgrado. Abbiamo  rinunciato alla costa Dalmata e optato per la Bosnia interna. Dopo Belgrado bisogna decidere se entrare in Romania attraverso le Porte di Ferro sul Danubio (luogo intrigante e simbolico, crocevia di culture, spartiacque di storie e vicende) e quindi attraverso una strada disagiata, oppure attraverso una strada tranquilla e quindi verso Timisoara.

Naturalmente sto leggendo Danubio di Magris.

 




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1 luglio 2003

VERSO IL DANUBIO

Pisa – Romania via Trieste, Mostar, Sarajevo, Porte di Ferro. Al ritorno, se il tempo sarà sufficiente, probabile via Budapest, Balaton, Vienna (“…e una puntatina a Praga?” insiste Teresa)

Perché: la richiesta dei ragazzi di conoscere i luoghi dove sono nati. La Romania, appunto. Diana a Bucarest, Robert a Pitesti, cento chilometri a nord ovest della capitale

Il percorso di andata: non quello più battuto, che faremo al ritorno, ma quello più suggestivo e impegnativo attraverso la costa dalmata e la Bosnia Erzegovina. La direzione è la stessa che porta alle foci del Danubio, anche se è un viaggio verso le sorgenti, un’anabasis.

Mezzo di trasporto: il camper di M. e L., che ce lo prestano. Cari!

Temi organizzativi: Pare che a Sarajevo non ci sia neanche un camping. Chissà dove ci si potrà fermare per la notte… forse vicino alla caserma dei carabinieri (italiani). Anche Gulliver, cocker bianconero, farà parte della spedizione, e non potrebbe essere diversamente. Però non è così facile viaggiare con un cane. Occorrono, ovvio, dei certificati di vaccinazione, ma l’Austria, per es., lo vuole tradotto in tedesco, gli altri paesi parrebbe di no, ma non si sa con certezza, per il momento. Insomma, servono notizie…

 

La mappa proviene dal sito della CIA.

 




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26 giugno 2003

SPIN DOCTORS

Dal Riformista di oggi 26 giugno 2003:

"...il capo dell'Ufficio Comunicazioni di Downing Street, il temibile spin doctor Alistair Campbell... si è dovuto difendere persino dal fuoco amico... ha dovuto ripetere le scuse... ma ha adottato al contempo un strategia ad altissimo rischio...."

Ci sarà a pisa uno spin doctor in sedicesimo che ci spieghi come mai la lista arancione abbia votato, alla circoscrizione 1, il presidente di AN?

Le differenze con AN non sono soltanto sul piano ideale (che pure conta qualcosa), ma sono pratiche e dirimenti: l'uso del territorio, il tipo di sviluppo che si vuole per Pisa. Forse, quando al posto del programma si ha un sacco di coriandoli, può succedere anche questo.

 




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8 giugno 2003

MA INSOMMA, COME SONO ANDATE QUESTE ELEZIONI?

Bene, benissimo.

Fontanelli riscuote consensi anche tra i centristi, grazie alla sua politica e complice il non candidato Mezzanotte. I DS vanno alla grande.

Perdono clamorosamente le liste protestatorie e contro, vincono le liste per.

 

I verdi scompaiono dal Consiglio Comunale. Chi è  il colpevole?

 

-I Verdi stessi 

-La lista Città dei Diritti 

-La lista per Pisa 

-I DS 

-Rifondazione Comunista 

-Il sindaco di Pisa

-Il sindaco di Peccioli

-Gorge W. Bush

 

La lista per Pisa dove ha preso voti?

 

-Al centro 

-Ai Verdi

 -Alla Margherita 

-Ai DS 

-Tra gli astensionisti (ex in questo caso) 

-Dalla riserva personale di Mastro Lindo (non mi riesce di togliere questo grassetto, ma non suggerisce nulla)

 

Le donne in Consiglio Comunale.

 

La situazione in casa DS è tutt’altro che rosea (ogni riferimento a mazzi di fiori o ad altre rose è puramente casuale).

La sottolineatura che una lista (per Pisa) in maggioranza di donne avesse espresso un capolista maschio, non era così campata in aria, visto che la stessa lista non ha espresso alcuna consigliera e visto che il Sindaco (dopo l’articolo di Sofri?) si è affrettato a dire che la presenza delle donne in giunta sarà significativa.

 




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27 maggio 2003

O AMAMI DAVVERO! O MORMORA PAROLE DI FUOCO!

La citazione è tratta dall’incarto di un bacio perugina, che ho comprato insieme al caffè e alla sfoglia alla mela (quella di Enrico sull’Aurelia, forse la più buona, che io sappia), per consolarmi di non essere passato.


Per la verità mi consolo anche pensando che con 117 preferenze sono stato davvero in partita, un risultato importante.


Niente mi consola, invece, di aver dato una delusione a chi mi ha votato. Dovrò pensare a come rendere comunque questo voto utilie, a come dare un senso e un seguito a tutto ciò.


Azzurra, il tuo voto (se la notte non ti ha portato diverso avviso), mi ha fatto tanto piacere, mentre le noci e le pere rimarranno, proustianamente, il segno di un campagna elettorale finita su note golose e affettuose. Sono stato più sprucido di Leila, ma sono ancora un po’ spezzino (della città che ha fatto piangere Buffalo Bill invece di acclamarlo), inoltre, da presuntuoso, ho sempre visto la lista arancione (anche)come mia concorrente elettorale.

 

Complimenti a Matteo che ha portato a casa uno splendido risultato per sé e per il nostro caro vecchio partito, nostra croce e delizia.

 

Grazie Diaspora, Grazie Liberal, in ordine alfabetico perché questo programma non scrive sovrapposto né intrecciato.

 

Ci vediamo oggi alle sei di pomeriggio alle logge per la festa dell’Ulivo?.




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23 maggio 2003

NOCI E PERE

Ieri sera sono stato ad una iniziativa elettorale della concorrenza interna. Hotel Duomo, lista per Pisa, magnifica torta di pere e noci. C'era un'orchestrina e con mia moglie abbiamo ballato uno slow fox .Sarebbe bello che passassero anche i miei amici (non tutti, i miei amici in senso stretto, intendo) della lista per Pisa. Anche loro però devono competere con i loro colossi, perchè mi pare che nel sito della lista ci sia un (piccolo) gruppo di candidati che hanno un link con tanto di foto grande e biografia. Tanto per compensare il buonismo di questo blog, segnalo un paio di strafalcioni dal link del candidato (colosso) Caruso, il quale apre il sito con una citazione da LUDWING (sic!) WITTGENSTEIN, forse un lontano parente dell'autore del Tractatus, e si propone come terapeuta di coloro che si trovano in un EMPASSE (ri - sic!).


Fine delle cattiverie. Vado al Dopolavoro Ferroviario a trovare i miei amici pensionati che giocano a carte, dopo starò in silenzio fino a Lunedì sera. Si chiudono i comizi, in bocca al lupo a tutti, in particolar modo a Matteo che corre alla provincia di Roma in un collegio difficile.




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19 maggio 2003

ABBIAMO UN SITO!

Non è mai troppo tardi. C'è un sito anche per aqab. Dapprima ho cercato di farlo da solo, poi mi sono rivolto a un amico che lo sa fare...


Quello stesso amico  ha scritto un appello al voto di cui riproduco il cuore ( nel vero senso della parola) :


 ...per molto tempo abbiamo sperato in una sinistra diversa, più aperta alle diverse esperienze del riformismo italiano, rigorosa nei comportamenti morali, rispettosa delle diversità d'intendere l'azione sociale. Penso, come sempre, ad una sinistra frutto delle diverse componenti che hanno costituito la storia del nostro paese, l'area Socialista, l'area Repubblicana, gli eredi del vecchio partito d'azione. Tutto questo io sono riuscito a ritrovarlo in Libertà Eguale Toscana.

Domenica, Fulvio Mozzachiodi, uno dei fondatori del gruppo, compete con i colossi DS. L'esistenza della nostra componente è molto legata al risultato elettorale, il diritto di poter esistere nei DS come altra voce, è una garanzia di pluralismo politico di cui il partito, e la sinistra tutta, hanno bisogno. Ti chiedo per queste ragioni di offrire il tuo voto al mio amico Fulvio.


 


Intanto ci manca Liberal , che sta testando la qualità della Sanità pubblica.




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18 maggio 2003

Luigi PINTOR

Il compagno e il fantasma




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15 maggio 2003

GESTIRE O GOVERNARE?

Primo resoconto della campagna elettorale. Riunioni, 2 al giorno, ma per lo più sono riunioni piene di candidati. D’altra parte, 17 liste, quasi 700 candidati al consiglio comunale, senza contare quelli che lo sono alle circoscrizioni, praticamente ad ogni angolo trovi un amico o un conoscente che “si presenta”, in liste amiche, in liste avverse o, naturalmente, nella stessa tua.

Molti contatti nell’ambiente di lavoro e nel rione.

Spese sostenute € 41, pari a n. 100 francobolli da 0.41, serviti a spedire 85 lettere. Abbiamo in cassa 15 francobolli da 0.41. Non vantiamo crediti, non abbiamo lasciato debiti. Non si può nemmeno dire di essere in attivo perché i 41 € provengono da me medesimo

Torniamo ai programmi: Un comune che gestisca di meno e governi di più. Che cosa significa?

Significa che il comune dovrebbe diventare una struttura sempre più agile e snella, più leggera. Una sede qualificata dove si pensano, si progettano e si programmano i servizi per i cittadini, mentre per la gestione dei servizi bisognerebbe avvalersi di risorse ed energie presenti nella società: imprese, cooperative, terzo settore, volontariato. I servizi pubblici vanno controllati, cioè va verificata la corrispondenza degli stessi a uno standard prefissato, si devono poter misurare e ci deve essere un rapporto chiaro tra chi gestisce e chi governa. Vorrei spiegarmi con un esempio. Nel mio quartiere è in corso l’esperimento di raccolta differenziata dei rifiuti. Periodicamente riceviamo una lettera che ci viene inviata da Comune e Geofor (l’impresa a maggioranza pubblica che gestisce il servizio di N.U), per incontri finalizzati a discutere l’andamento dell’esperimento. E’ una cosa che fa piacere essere coinvolti e sentiti su questo argomento, Mi piacerebbe, però, che Comune e cittadini fossero dalla stessa parte del tavolo, a negoziare col gestore del servizio i termini dello stesso, a pretendere risultati, a valutare obbiettivi. Questo non è del tutto agevole finché il comune è a anche socio di maggioranza della Geofor e viene a trovarsi nella posizione di controllore e controllato.

Poi bisognerebbe che tra i controllori vi fossero anche i cittadini, ma qui siamo in pieno futuro.

Tornando alla campagna elettorale, ieri sera, per partecipare a una riunione, ho rinunciato a vedere Juve –Real con mio figlio e mi domando se questo sia giusto. Forse vale la pena di darci anche dei ritmi + lenti, che ci aiutino magari a pensare meglio. Non è così semplice. La velocità, l’ansia, lo stress, ormai caratterizzano la nostra vita quotidiana. La vita quotidiana di quasi tutti, intendo, non solo di chi fa politica.

La gestione del tempo, che bel parametro su cui costruire la città futura.

 

 

 

 

 

 

 

 

 




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11 maggio 2003

PISA, NUOVA ZELANDA

Interrompo la serie dei blog promessi per segnalare  OUR CITY, OUR FUTURE.

Se volete saperne ancora di + Liberal, il blog dell'11 maggio da cui OUR CITY OUR FUTURE proviene e ne è il titolo.

Certo che i blog + seri non fanno tanto discutere, anche se noto un'intensificazione delle visite.

Arriverà presto anche l'attesissimo blog sul controllo dei servizi pubblici, mentre Gulliver mi sta aiutando a scrivere un blog sui cani.




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10 maggio 2003

CONTINUAZIONE DEL BLOG PRECEDENTE

La partecipazione innanzitutto. Non perché io pensi di essere più democratico degli altri. Non è questo il punto. E’ che davvero, una scelta, oggi, non può dirsi efficace se non è partecipata. Ciò deriva dalla complessità dei problemi. Tale complessità mi fa pensare che non ci sia contraddizione tra efficacia delle scelte e allargamento della partecipazione e che la partecipazione non sia un lusso ma una necessità. Tutti vorremmo meno traffico, ma vorremmo anche che la chiusura alle automobili riguardasse, possibilmente, la strada accanto. Tutti vorremmo la raccolta differenziata e la sparizione (come nel mio quartiere è avvenuto) dei cassonetti con gli orrendi cumuli di spazzatura che vi si formavano accanto, ma tutti protestiamo per le inevitabili piccole difficoltà che questo comporta. Che fare? A volte, vedo Fontanelli come sbigottito e preoccupato di quanti particolarismi si manifestino in una sola città. La lista per Pisa mi pare proponga una visione non condivisibile (Pisa ai pisani, quando la stessa lista riconosce proprio il carattere cosmopolita dell’identità di Pisa – poi non sempre il carattere cosmopolita si è ben fuso con quello autoctono, ma questo è un altro discorso), oppure volontaristici, come se fosse sufficiente il richiamo alle buone maniere e all’altruismo, oppure ancora insufficienti, come quando nel pezzo veramente più interessante del suo programma, propone, tra l’altro, le giurie popolari.

A me sembra che il compito della politica, oggi più di ieri, sia quello di mettere insieme i particolarismi in una sintesi buona per la città e in cui, non dico tutti, ma molti si possano riconoscere. Per fare ciò, gli strumenti di partecipazione ex post NON BASTANO PIU'. Non basta elaborare una decisione e poi attraverso strumenti di consultazione, concertazione,  ecc, andarla a discutere, emendare e, in qualche caso, magari, annullare. Occorre che la partecipazione si sposti sul momento della formazione della decisione, in special modo nel momento in cui si elaborano le decisioni, per così dire di fondo, che connotano il futuro della città. Solo così si possono affrontare i particolarismi, non dribblandoli, ma superandoli. Ci si può avvalere di strumenti e tecniche messi a punto dalle scienze sociali, si possono consultare esperienze fatte in altre parti del mondo. Liberal su questo a scritto ed elaborato delle cose molto buone (anche se a volte scrive in modo molto tecnico). Su pagine riformiste (v. link su liberal) è possibile prendere contatto con la proposta dei Vision Workshops, che io, più suggestivamente, chiamerei magari Laboratorio città, o Officine del futuro, ma la sostanza è quella. So bene che una proposta di questo tipo, sintetizzata in poche righe, probabilmente apre un miliardo di interrogativi, ma spero che se ne capisca almeno il senso di fondo.

Questo per quanto riguarda la partecipazione sul versante istituzionale, poi c’è la partecipazione attraverso forme di aggregazione politica (i due versanti si influenzano) sulla quale pure avrei intenzione di scrivere un blog. Per il momento mi devo fermare qui. Mi aspetta il cambio di stagione e una montagna di fogli e giornali da mettere in ordine. A presto.

 

 

 




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10 maggio 2003

CHI E' AQAB E COSA VUOLE DA NOI?

Nato a La Spezia, a Pisa sono capitato per l’Università e ho scelto di viverci, insieme alla mia famiglia di “migranti”: mia moglie di Napoli, i miei due figli, entrambi nati in Romania e il cane Gulliver, l’unico di noi che sia  pisano da sempre.

 

La scelta di candidarmi per il consiglio comunale è un piccolo gesto di gratitudine e di appartenenza a questa città accogliente e benevola, un tentativo di contribuire alla sua crescita.

 

Come è noto, sto con Fontanelli e come Fontanelli appartengo ai DS (anche se lui ama appartenere innanzitutto alla città, e a me sembra giusto). E’ facile quindi sapere come la penso sul futuro di Pisa. 

Naturalmente, ci sono alcuni argomenti che sento più congeniali.

 

Lavoro in RFI (gruppo FS) e mi occupo di controllo della qualità dei servizi al pubblico. Vorrei che la città dicesse sempre la sua parola sul trasporto pubblico, anche quello su rotaia che pur non le compete direttamente e che, tuttavia, potrebbe essere di grande aiuto per alleggerire il traffico.

 

Penso che la città, istituzioni e cittadini insieme, dovrebbe mettersi in grado di controllare efficacemente il livello di qualità dei servizi pubblici e perciò serve un comune che sempre meno gestisca e sempre più governi.

 

Credo inoltre, che sia arrivato il momento di darci degli strumenti continuativi di coinvolgimento dei cittadini nella vita amministrativa, perché una scelta non è davvero efficace se non è anche partecipata.

 

Che posso fare di utile? Intanto posso mettere a disposizione il mio numero di telefono e il mio indirizzo di posta elettronica, sperando che diventino una piccola finestra aperta sul Consiglio Comunale e sull’Amministrazione cittadina.

 

Tel. 335 6050243

E – mail : fulviomozzachiodi@yahoo.it 

Su Partecipazione e Controllo dei servizi pubblici sono in arrivo appositi blog




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6 maggio 2003

ODI ET AMO

Ho letto il Tirreno di domenica scorsa 4 maggio, dove Mezzanotte propone i cinque NON punti fondamentali del suo programma, confermandosi così come candidato a NON sindaco di Pisa.

 

Ho ricevuto la rèclame della lista Per Pisa (Odi et amo). Ho notato tante lettere su fondo arancione (il colore del mio giornale preferito). Ho notato anche – è vero – che le donne sono maggioranza nella lista arancione. Peccato che il capolista sia un uomo. Ma queste son piccolezze.

 

Ho notato anche la C come Carta Pisa. Pensare che sabato scorso è stata proposta, in privata sede, la carta socio per il mio circolo. Dalla cittadinanza al Club?

 

Per quanto riguarda la campagna elettorale che aqab sta conducendo, ahilui, in stile vecchio e rigoroso, confermo che mantiene, dopo la buona fortuna delle primarie, il nome d’arte di Fulvio MOZZACHIODI. La lista è quella del partito vecchio, rigoroso (una volta), disciplinato (una volta)…




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2 maggio 2003

Cos'è di destra, cos'è di sinistra?

Margaret Thatcher così commenta "Il mistero del capitale" (Hernando de Soto, Garzanti, 2001): "...individua il motivo principale delle difficoltà del Terzo Mondo e dei paesi ex comunisti - la mancanza di un sistema legale che sostenga la proprietà privata..."

de Soto stima in 9,34 trilioni di dollari il valore della proprietà informale nel mondo. una cifra pazzesca.

Lula, il presidente del Brasile, sta cercando di mettere in pratica le idee di de Soto.

 




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30 aprile 2003

PRATOVERDE IO VORREI CHE TU...

…vorrei che tu, Vampirello, Azzurra, Liberal, Diaspora e possibilmente qualche altro, cominciassimo a entrare nel merito. Io appartengo alla vecchia politica per formazione e (ahimè!) per condizione anagrafica. Che la politica vecchia (soprattutto quella che sta a sinistra) sia in crisi, è un dato riconosciuto anche dai vecchi politici. Però non basta autoproclamarsi nuovi per uscire da questo impasse, né basta usare un linguaggio nuovo. Guglielmo Giannini e Umberto Bossi sono stati, sotto questo punto di vista, dei grandi innovatori. Bisogna, appunto, entrare nel merito. La partecipazione, per esempio, che è uno dei temi che + seriamente la lista arancione ha sollevato. Come ci inventiamo una partecipazione continuativa tra un’elezione e l’altra che non sia bizzarra o assemblearista?

Volontà generale è avere buoni servizi, volontà di tutti è non pagare le tasse (perciò non si possono fare referendum fiscali). Volontà generale è salvare la città dalla morsa del traffico e dall’inquinamento da gas di scarico, volontà di tutti è chiudere il quartiere accanto e non il proprio.

Bisogna inventare forme di coinvolgimento sugli obbiettivi di fondo (i laboratori di futuro?), poi responsabilità della politica è scegliere in modo coerente e generale, accompagnando le scelte con un lavoro paziente e trasparente. Per il momento mi fermo qui. Devo andare a una riunione di vecchia politica…

 




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29 aprile 2003

E' MEZZANOTTE, ANZI LO ERA.... 28.4.03 incontro con i candidati a Sindaco di Pisa

Vien voglia di citare il Maestro e dire: s’aprì la portiera e non scese nessuno: era Mezzanotte.

Come mai un solido sindacalista si è trasformato in un candidato a sindaco inesistente?

Forse nel tentativo di tenere insieme il diavolo e l’acquasanta. Infatti Mezzanotte dice poco o niente, purtuttavia riesce anche a dire il contrario di quel poco. Così invoca al tempo stesso il rispetto del territorio e il suo abuso, più giustizia sociale e libertà di scegliere tra offerte plurali dello stesso servizio (leggi: chi più ha meglio sta).

Mezzanotte, che corre con la lista chiamata con doppia furbizia Patto per Pisa insieme al centro destra, è il primo esempio di candidato che nel tentativo di tenere insieme la sua dottrina sociale con il liberismo selvaggio di FI, il populismo di AN e le finezze della Lega, riesce ad autoelidersi.

Se Brian De Palma facesse un film su di lui e i suoi collaboratori lo chiamerebbe GLI INAFFIDABILI.

E' un bene o un male, chissà?

Chissà se era più utile un vero competitore...

Chi era presente alla Leopolda la sera del 28 aprile avrà avuto modo di "apprezzare" anche la prof. Sbrana, bel mix di qualunquismo e commedia inglese.




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28 aprile 2003

A VAMPIRELLO E PRATOVERDE

Una cosa innanzitutto: della lista Per Pisa, quando si parlava della sua nascita, ho pensato che fosse una cosa buona e continuo a pensarlo, anche criticando cose che la lista arancione, o i suoi appartenenti dicono.

A Vampirello vorrei dire che siamo d’accordo sul fine e sui mezzi (pubblici). Quello che a me sembra si dovrebbe evitare è una visione, un’idea del problema che potrebbe sfociare, per capirsi, in qualcosa del tipo Pisa ai pisani. Quelli che tutti i giorni “invadono” Pisa con le loro auto, spesso sono pisani di città, che, per tante ragioni – sulle quali bisognerebbe indagare se vogliamo che la città stessa venga valorizzata e non abbandonata – sono andati a vivere nei comuni limitrofi e, pur utilizzando tutti i servizi di Pisa, contribuiscono con il loro lavoro all’identità urbana e con le loro spese all’economia cittadina.

A Pratoverde così risponde il vecchio Aqab: conosco la differenza tra insopportabile e insostenibile (l’insostenibilità comporta, direi, una tensione estetica, che nella lista arancione mi intriga e al tempo stesso mi infastidisce, rimanendo mi pare nell’ambito di atteggiamenti leciti). Se poi Pratoverde pensa di esprimere “chiari concetti… talmente ovvi che nessuno aveva mai considerato prima” lascio volentieri a lui/lei il senso di superiorità.

Sul linguaggio: contesto che “la bellezza asimmetrica e pendente di Pisa” (e sempre che io abbia bene inteso e riassunto il senso delle cose dette dall’oratore della lista il 23 aprile) appartenga alla categoria del linguaggio chiaro, appartiene, casomai, alla categoria del linguaggio suggestivo, a cui potrei aggiungere intrigante, elegante, e così via.




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